giovedì 3 Aprile 2025
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Comunali il 25 maggio, ballottaggi e referendum l’8 e il 9 giugno. Sì al voto ai fuorisede

Ci sono le date per le prossime amministrative, che si terranno il prossimo 25 maggio con ballottaggi l'8 giugno. Ok al vuoto ai fuorisede

Ci sono le date per le prossime elezioni comunali, che si terranno il prossimo 25 maggio con ballottaggi l’8 giugno, giorno in cui si voterà anche per i referendum. È quello che prevederebbe il approvato dal Consiglio dei ministri. La novità è che sarà consentito votare in due giorni (domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15) già dalla prossima tornata di elezioni amministrative. La data per il primo turno delle comunali sarebbe stata individuata nel 25-26 maggio mentre l’election day con i referendum (tra cui quello sulla cittadinanza e sull’abolizione del Job Act) dovrebbe cadere nelle date dei ballottaggi, l’8 e 9 giugno.

Si vota in più giorni per contrastare l’astensionismo

La misura, si legge nella relazione illustrativa, “mira a estendere la durata della votazione anche per l’anno 2025, al fine di contrastare il crescente fenomeno dell’astensionismo, agevolando la maggiore partecipazione possibile dei cittadini alle consultazioni elettorali e referendarie, in un’ottica di rafforzamento del processo democratico e della rappresentatività delle Istituzioni”. Nel comma 2 si parla invece dell’election day: “si prevede – si legge ancora nella relazione che accompagna il provvedimento – il caso di contemporaneo svolgimento dei cinque referendum abrogativi con il primo turno di elezioni amministrative – anche qualora disciplinate da leggi regionali – e si stabilisce che, per gli adempimenti comuni, per il funzionamento degli uffici elettorali di sezione e per gli orari della votazione, si applicano le disposizioni in vigore per i referendum”.

Ok al voto ai fuorisede per le comunali

Nella bozza, come da anticipazioni, si dà l’ok al voto ai fuorisede, sia chi risiede lontano dal proprio comune per ragioni di studio, lavoro o salute. ”È previsto – spiega la relazione – che i cosiddetti ‘fuori sede’, per un periodo di almeno tre mesi in cui ricade la data di svolgimento del referendum, possano richiedere l’ammissione al voto nel comune di temporaneo domicilio entro il termine di 35 giorni prima della data prevista per la consultazione referendaria e possono revocarla entro il termine di 25 giorni prima della medesima data. Conseguentemente, entro il ventesimo giorno antecedente la data del voto, spetta al comune di temporaneo domicilio acquisire da quello di residenza una comunicazione che attesti la titolarità da parte del richiedente del diritto di elettorato attivo, cui segue l’annotazione da parte del comune di residenza, nella lista elettorale sezionale, che il diritto sarà esercitato altrove”.

I seggi per chi risiede fuori dal comune di residenza

La norma, da quanto si apprende, autorizza i comuni “ad istituire una speciale sezione elettorale ogni 800 elettori fuori sede ammessi al voto, con conseguente distribuzione delle frazioni eccedenti in elenchi aggiunti nelle sezioni ordinarie, laddove possibile, entro la misura del 10% rispetto al numero degli elettori già iscritti. I Comuni nei quali il numero degli elettori fuori sede ammessi risulti inferiore ad 800, provvedono a distribuirli nelle liste aggiunte alle sezioni ordinarie esistenti, sempre rispettando possibilmente il predetto limite del 10%. In assenza di dati specifici relativi all’effettiva distribuzione geografica per singoli comuni dei c.d. ‘fuori sede’, la doppia possibilità intende agevolare la partecipazione degli elettori ‘fuori sede’ senza gravare eccessivamente sull’organizzazione tecnica delle consultazioni referendarie, assicurandone l’effettività sul piano operativo”.

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