Che Giorgia Meloni non gradisca i valori del Manifesto di Ventotene non è certo una sorpresa. Lei che rappresenta la progenie del pendolo di piazzale Loreto non può certo identificarsi in un testo scritto da chi fu mandato al confino dal regime fascista, quel regime che lei e i suoi faticano così tanto a rinnegare. Non stupisce neanche quella battuta riportata dal quotidiano La Repubblica: “Ho fatto impazzire l’opposizione”, avrebbe detto durante una cena con i suoi eurodeputati a Bruxelles. Una battuta poi smentita ma che ci consegna, ancora una volta, l’immagine di una presidente del Consiglio che gestisce il dibattito pubblico come potrebbe gestirlo unna bambina di sette anni con problemi comportamentali, a suon di “ti ho fatto impazzire”, “specchio riflesso” e “gne gne gne”.
Così Giorgia Meloni ha segnato il territorio
Grottesco lo spettacolino andato in scena alla Camera dei Deputati. M la figlia di Garbatella ha estrapolato alcuni passaggi dello scritto per contestarlo e dileggiarlo. Nessun accenno al momento storico in cui Spinelli, Rossi e Colorni edificarono le fondamenta dell’Europa. La premier ha voluto segnare il territorio e al contempo distrarre le masse dalle divisioni che lacerano la sua stessa maggioranza. Un’operazione studiata a tavolino per posizionarsi e mandare un messaggio ai suoi stessi alleati e ai leader europei. Se prima si sospettava che Giorgia Meloni fosse il “braccio armato” di Donald Trump nel Vecchio Continente ora è una certezza.
Il messaggio al girasagre Matteo Salvini
M la figlia di Garbatella ha rimesso al suo posto Matteo Salvini, sempre più girasagre cheerleader, che nelle ultime settimane si è improvvisato pacifista. Il ministro dei Trasporti che non funzionano sembra ormai un figlio dei fiori:”I soldi non vanno messi sulle armi ma sulla sanità”, continua a ripetere. E dire che il “capitano” si è più volte fatto fotografare intento a imbracciare mitra e missili. Salvini sogna di tornare ad essere il punto di riferimento del presidente americano in Italia, in attesa di un’improbabile riabilitazione di Vladimir Putin. Non a caso l’esaltazione del patto di spartizione dell’Ucraina ad opera di Trump e Putin, mascherato da “pace”, in queste settimane è il cuore della propaganda leghista.
L’arma di distrazione di massa
Tempo e fiato sprecati, quelli del girasagre, perché il ruolo e il peso politico dell’alleata vanifica tutti i suoi goffi sforzi di recuperare un po’ di protagonismo. L’attacco al Manifesto di Ventotene, come accennato, serve anche a distrarre le masse. M la figlia di Garbatella aveva previsto che mezza Italia si sarebbe indignata e che tutti i partiti delle opposizioni, ad eccezione del solito Carlo Calenda che come al solito gioca a fare il “diverso”, avrebbero concentrato il fuoco contro di lei: in un Paese in cui i poveri diventano sempre più poveri, in cui c’è chi spia attivisti e giornalisti sgraditi al governo, in cui viene liberato un torturatore accusato di omicidi e stupri di minori, in cui le bollette di luce e gas sono sempre più paragonabili a dei beni di lusso, meglio che si parli di uno scritto datato 1941 di cui la plebe analfabeta ignora i contenuti.